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Com’è noto il Luteranesimo fu imposto con la forza in Svezia, Norvegia e Danimarca con distruzione dell’intera memoria storica locale dei precedenti secoli cattolici.

Il Cattolicesimo iniziò a riprendersi a partire dal Seicento, ma procedette con lentezza. La regina Cristina di Svezia preferì lasciare la patria per celebrare la sua conversione cattolica a Roma.

La Norvegia restò a lungo assorbita dalla Svezia e soltanto all’inizio del Novecento si ristabilì un colloquio con la cultura cattolica per merito di alcuni grandi scrittori.

In Danimarca contatto vivo con la cultura cattolica è evidente nell’Ottocento. Nella sua capitale, Copenaghen, risiede il Vescovo cattolico che ha cura pastorale della più grande diocesi del mondo, allargandosi alle isole dell’estremo nord e alla Groenlandia.

I suoi diocesani cattolici provengono da Paesi di tradizione cattolica coi quali mantengono contatti. Egli, però, ha rivelato, recentemente, che ha accolto vari giovani di provenienza luterana.

Mi pare molto interessante sottolineare che il Vescovo ha informato che proprio questi giovani convertiti dal Luteranesimo preferiscono la liturgia della Messa secondo il rito romano antico, che è ordinariamente gradito sia nella capitale, Copenaghen, sia in altre località dell’ampia diocesi.

Il Vescovo ha organizzato vari pellegrinaggi di danesi cattolici a Roma e l’ultimo è avvenuto proprio durante il Sinodo dei giovani, in ottobre.

Don Ennio Innocenti

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