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In una tesi dottorale approvata dall’Università di Catania su Sant’ Ildegarda di Bingen (mistica tedesca del tempo di Federico Barbarossa), l’autore, Gabriele Russo, riferisce che la Santa ha contestato la vulgata della colpevolezza della nostra progenitrice; conseguenza di questa colpevolezza sarebbe stata la caduta dell’uomo, il peccato originale, che, secondo la tradizione biblica, viene descritto come ciò che ha diviso l’uomo da Dio.

Com’è noto, l’ispirato poema del Genesi riferisce che Dio, creata la coppia umana, dette loro la missione di avere figli, di custodire e lavorare il meraviglioso ambiente in cui si ritrovavano, conferendo loro il primato su tutte le altre creature. Dio, però, aggiunse alla coppia un monito: di non pretendere la scienza suprema di determinare loro ciò che è bene e ciò che è male, perché questa pretesa li avrebbe fatti decadere.

Il libro del Genesi però racconta che proprio Eva si lasciò affascinare da questa ambizione e fu proprio lei a violare per prima il monito divino trascinando anche il marito nel suo errore.

Non so quale argomento Sant’Ildegarda adducesse a discolpa di Eva. Io immagino che la Santa abbia sottolineato l’entusiasmo con cui Adamo scoprì Eva e che la sua naturale passione abbia indotto Eva a sopravalutare il suo desiderio e giudizio.

Tuttavia la lettera del Genesi non consente un’inversione del racconto biblico.

Può anche darsi che Sant’Ildegarda abbia fatto una trasposizione tra la condizione della donna nel suo tempo e quella del tempo primigenio dell’umanità.

Il fatto che Sant’Ildegarda sia tra le quattro donne proclamate “dottore della Chiesa” non cambia i termini della questione. Il motivo per cui riferisco questo quadro del paradiso terrestre è il seguente: né la santità personale, né l’eminenza speciale della dottrina del santo, lo rendono immune da errore nell’insegnare.

Questa immunità è promessa solo alla professione di fede della Chiesa sotto la garanzia del Capo, Pietro, a certe condizioni molto strette, sicché i pronunciamenti infallibili dello stesso Capo della Chiesa sono rarissimi.

Don Ennio Innocenti

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