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Dappertutto vedo gruppi di turisti che passano di chiesa in chiesa per ammirarvi opere d’arte antica. Ma pensano forse alla spiritualità che le ha prodotte?

Possiamo definire la spiritualità come la via per la quale si porta a completo sviluppo lo spirito con tutte le sue risorse naturali e soprannaturali. Ma siccome lo spirito è in qualche modo infinito, come le sue risorse, è fatale che si abbiano molte strade: quelle principali, attraverso le quali hanno tentato di passare più gente, si possono chiamare scuole.

Fin dall’inizio cristiano si ebbero più scuole: i Vangeli e le Lettere degli Apostoli ne sono la prova; la Prima Patristica ne è una riprova.

Notiamo soprattutto due filoni: uno che accentua la rottura con il mondo per fissarsi sul soprannaturale, l’altro che vuole utilizzare tutte le risorse della natura e della storia per “salvarlo” nel soprannaturale.

Notiamo anche notevoli differenze fra Oriente e Occidente, fra i modi di leggere e meditare la Sacra Scrittura, fra i modi di sentire e concepire la Chiesa.

Soprattutto notiamo l’influsso della teologia sulle scuole di spiritualità: essa sollecita gli spiriti in certe direzioni, ma a sua volta ne rimane stimolata e anche sorpassata: l’esperienza di Dio supera in valore lo sforzo che l’intelligenza fa per acquistare la consapevolezza della fede.

Sant’Agostino segna una sintesi e anche una rottura: l’Occidente rimarrà molto influenzato dalla sua sintesi, ma l’Oriente andrà per la sua strada. L’Oriente sarà presente in Occidente soprattutto tramite Dionigi (di cui ho rivendicato l’autenticità del personaggio dell’opera “I nomi divini”).

Anche nel monachesimo troviamo un sintetizzatore delle varie esperienze in Benedetto, ma la sua fortuna (con la sottolineatura del valore del “lavoro” nella sua dottrina spirituale) segna anche la perdita di contatto con il misticismo del monachesimo orientale.

Non posso conservare questa sommarietà di linee nell’evocare la spiritualità medioevale perché in questo tempo le scuole di spiritualità pullulano da tutte le parti: è la primavera della nuova cristianità europea.

Ed è da questa primavera che nascono le opere artistiche del nuovo millennio.

Don Ennio Innocenti

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