logo-fraternitas-small

Il fascismo fu un movimento, una ideologia e un regime, governò per più di vent’anni ed ebbe complesse relazioni internazionali di Stato con variazioni di fatti e alleanze.

Fu dunque fenomeno complesso e riscosse molteplici apprezzamenti non solo da famosi statisti, ma anche dalla Santa Sede.

Ebbene, tutto è ridotto a mito di due stereotipi: razzismo e irrazionalismo. Ma razzista lo fu soltanto alla fine del suo percorso e irrazionalista lo fu soltanto nella sua fase iniziale, prima di fruire dei voti che lo legittimarono in Parlamento.

Soprattutto l’irrazionalismo appare una divisa insostenibile, quando si pensa a tutti gli intellettuali che l’ebbero in simpatia. In Italia aderirono al fascismo, oltre che l’intera Accademia, Marinetti e D’annunzio, Gentile ed Evola, Malaparte e Soffici.

In Francia furono in sintonia col fascismo Celin, Drieu La Rochelle, Brasillach, Maurras. In Romania furono filofascisti Mircea Eliade e Cioran. E inoltre: il poeta americano Erza Pound, l’irlandese Yeats, premio Nobel, il norvegese Hamsum, anch’egli premio Nobel. Tra i tedeschi basta nominare Schmitt e Heidegger. Tutti irrazionalisti?

Naturalmente ognuno di questi intellettuali aveva un suo mondo, ma forse avevano un filo comune che li legava in qualche modo al fascismo ed era la simpatia per Nietzsche, il profeta del nichilismo. Si può dissentire e bollare tutti costoro di errore, ma non di irrazionalismo.

Sarebbe sempre meglio rifarsi alla critica storica, tra luci e ombre.

Don Ennio Innocenti

Spiacente, I commenti sono chiusi al momento

© 2011 Sacra Fraternitas Aurigarum Urbis Suffusion theme by Sayontan Sinha