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In generale ci si rifà all’Egitto e all’Asia per raccordarsi alle più antiche civiltà, ma l’Italia non ha nulla da invidiare alle altre fonti, come sembrano suggerire le grandi sculture in scala tridimensionale visibili al museo antropologico di Cagliari risalenti a prima delle grandi sculture tridimensionali egizie.

Le notizie della Saturnia Tellus, ricca di biada, di armenti e di faville notturne provenienti dai vulcani, che promettevano metalli, raggiunse le popolazioni del Baltico che avevano progredito in un periodo ottimo climaticamente, raggiungendo vertici civili: il successivo mutamento climatico in peggio le spinse a scendere verso sud, soprattutto verso l’Italia.

Dall’Italia queste popolazioni trasbordarono in Grecia per poi tornare all’antica madre, la “Magna Grecia”. In questa regione, mentre facevo le vacanze a Porto Cesareo, capitai per caso fra degli operai, che sotto la guida di un professore dell’Università di Lecce, avevano trovato poco a nord di Otranto le fondazioni di spesse mura di una città portuale rivolta ad oriente, mura che il mare aveva lentamente eroso.

Le celebrazioni per la città di Matera hanno messo in luce l’antichità di questa popolosa città contemporanea alle prime grandi città agricole della Siria; inoltre è necessario precisare che Matera sorgeva in un contesto articolato con altri centri agricoli. Questo contesto è durato fino all’Ottocento suscitando per la sua produzione lanifera l’invidia dell’Inghilterra già avviata sulla via della moderna industria tessile.

Anche i successivi influssi della cultura islamica, terminati con la conquista meridionale del normanno Ruggero, si connettevano a più antiche radici.

Don Ennio Innocenti

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