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La parola è dono, è amicizia (per questo la menzogna è, al contrario, odio assassino). Come tale essa è prodigiosamente profonda, in quanto comunicandosi si accresce.

Ciò che è evidente nell’amore (l’amore arricchisce sé nell’atto di amore) si verifica anche nella parola: comunicandosi si determina, esce dal vago potenziale, diventa potente e provoca nel recettore analoga ricchezza: ammirevole commercio, il “do ut des” diventa mutua crescita.

E’ anche evidente che la parola, diventando dialogica, ha interesse di ricevere una risposta altrettanto provocatoria. Se essa ritornasse com’è partita non feconderebbe, sarebbe opaca.

Questo è vero all’interno del soggetto stesso: la parola intima, pensata, ottiene dal patrimonio psichico acquisito risposte che l’arricchiscono ulteriormente (la meditazione).

Il dialogo fra soggetti è comunicazione di mondi che si arricchiscono sviluppando la comunicazione e il dono di sé.

Può darsi che le culture diverse trovino affinità e convergenze, ma il loro eventuale “matrimonio” non le uccide, le potenzia-

E qualora si accorgano di fondersi sugli stessi principi genetici, questa sarebbe una scoperta che darebbe ali ad ulteriori confidenze fraterne.

Don Ennio Innocenti

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