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Quando si paragona la famiglia alla Chiesa si avverte subito la sproporzione, tanto che si precisa spontaneamente che è una piccola Chiesa, non in riferimento alla grandezza del tempio o della società ecclesiale, bensì in riferimento al seme della fede. Infatti la Chiesa è costituita vitalmente dai Sacramenti, dei quali il primo è il battesimo che comincia con la professione di fede; ed è, appunto, la famiglia che trasmette il seme della fede, educa alla fede, testimonia la fede, che sola dà accesso alla Chiesa, da cui soltanto scaturiscono i Sacramenti.

Così quando si dice che Gesù è morto per i peccati, ci si riferisce al fatto che entrando nella storia degli uomini egli, il Santo, è restato irretito nella comunità degli uomini, delle relazioni umane, le quali sono intrise di peccato: era, quindi, inevitabile ch’egli ne fosse travolto fino a morirne; se proprio voleva essere santo tra i peccatori, doveva dimostrare di essere lui il più forte, rendendo così forti gli uomini che lo volessero.

Altra precisazione: si dice che il sangue prezioso di Gesù lava i peccati; è un’espressione poetica. Il sangue è prezioso non come elemento fisico (torrente fisiologico che pulisce ed è pulito in continuazione), ma per quel che significa, come dono totale, senza riserve, d’una vita che non è solo umana, perché Gesù è, sì, vero uomo, ma anche vero Dio e dona tutto di sé, anche la propria divinità a chi la vuole.

Quanto al lavaggio dei peccati esso si verifica in senso solo spirituale, nel senso che il peccatore, meravigliato del dono di sé che fa Gesù, vuole ricambiare il dono e così diventare santo come Gesù, ossia fare di sé un dono come ha fatto Gesù.

Don Ennio Innocenti

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