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giu 182018

Ho avuto pochi contatti personali con esponenti massonici: fra questi c’è Guglielmo Adilardi, della rete massonica toscana, scrittore versatile, che ora pubblica un “profilo storico” dell’istituzione da non sottovalutare.

Il fenomeno che vede l’associazione di laici con l’esigenza di comunicarsi riservatamente la loro cosmovisione risale, forse, al Quattrocento; assume caratteristiche secolaristiche dopo la pluriforme rivoluzione protestante e prende forma istituzionale nell’Inghilterra anglicano-calvinista del primo Settecento, diffondendosi subito anche in Italia, non senza gravi sospetti da parte della Santa Sede, che ne rifiuta la comunione.

L’autore del libro (Massoneria, società e politica 1717-2017), edito da Pontecorboli (Fi), accreditato dal noto storico piemontese Aldo Mola, è ampiamente conosciuto nella Penisola, come ho constatato io stesso nel Meridione.

L’originalità di questo lavoro è la risposta alla seguente domanda: l’istituzione massonica è nata agnostica e relativistica oppure è nata avendo come perno ideale il concetto di Dio creatore di tutto, condiviso nel cristianesimo? Si risponde categoricamente che la radice ideale è proprio quella abramitica e cristiana.

Si aggiunge: la svolta, la rottura, la corruzione è avvenuta in Francia (e poi in Italia, dove la deviazione è stata ribadita, con la punizione di coloro che volevano la rettifica) ed è vigente.

Si tratta di un libro di appena trecento pagine, che potrebbe essere con molta utilità implementato sia nelle pagine che negli indici, diventando un vero saggio storico.

Purtroppo l’istituzione massonica, dopo tre secoli di vita molto influente nel mondo, non è stata ancora in grado di stabilire i criteri definitivi della propria identità e usa un linguaggio allegorico e antiquato che non aiuta affatto il dialogo e l’intesa possibile sui nobili fini compatibili con Gesù, il quale ha assicurato: Abramo vide il mio giorno ed esultò.

Don Ennio Innocenti

Quest’evento, previsto per il 2019, comporterà, dal punto di vista italiano, la candidatura del riabilitato Berlusconi (atto a moderare la critica europea di Salvini e Renzi, il protagonismo di Macron ed Angela Merkel, il succube atlantismo antirusso di altri esponenti), ma – soprattutto – l’evoluzione della politica estera dell’intera Unione Europea.

Infatti ci sono dei nodi importanti da sciogliere, se il Parlamento Europeo, guidato da Tajani, riuscirà ad ottenere l’attenzione dell’organo istituzionale decisivo.

Il primo nodo è quello della politica africana che dovrebbe persuadere gli Stati africani a collaborare più volenterosamente e utilmente con l’U.E.  che con i grandi predatori e sfruttatori neocoloniali.

Il secondo nodo è quello della stabilità del Medio Oriente, dove la tutela turca, russa e iraniana vale più che la minaccia di Trump e dei Sauditi, stabilità che permetterebbe una utile collaborazione europea alla ricostruzione e ad una osmosi ordinata escludendo ogni ombra neocolonialista.

Il terzo nodo è quello del rapporto commerciale euroasiatico con il concordato scambio russo e cinese tramite la zona orientale europea.

E’ possibile, sperabile, anzi, che la Santa Sede abbia l’opportunità di contribuire positivamente allo scioglimento di questi nodi, sia coinvolgendo il Consiglio Episcopale Europeo, sia direttamente, specialmente con l’auspicato evolversi del rapporto con la Russia e con la Cina, tramite l’ecumenismo delle Chiese sia russa sia cinese.

Nei seguenti cinque anni è previsto l’allargamento dell’Unione Europea ad altri sei Stati balcanici (Bosnia Erzegovina, Montenegro, Albania, Serbia, Kosovo, Macedonia); diventando così l’Unione Europea un colosso con una sua moneta unitaria, potrà fronteggiare l’ipotizzata solidarietà finanziaria BRIC, in vista d’una globalità più armonica.

Don Ennio Innocenti

Durante gli ultimi cinque anni hanno cominciato a prender piede in Italia dei movimenti protestatari (fuori dal quadro oligarchico partitocratico) che hanno scoperto il reciproco desiderio di cambiare il sistema vigente usuraio che impedisce il lavoro e, perciò, la collaborazione civile: il Movimento 5 stelle e il Movimento Lega.

Ottenuta la maggioranza parlamentare, questa nuova dirigenza laica del popolo italiano si è messa in dialogo per bloccare la frana in corso e incoraggiare le residue risorse della popolazione, “gregge senza pastore”.

Com’è noto l’oligarchia mondialista usuraia, denunciata pubblicamente più volte dai Papi, ha scatenato dal 2008 un tragico crollo della fiducia nei rapporti economici, la cui ultima onda ha prodotto perfino migliaia di suicidi (molti anche in Italia).

Tra il 2008 e il 2009 i popoli europei, sottoposti a pesanti sacrifici a favore dei banchieri responsabili delle varie crisi, pur essendo drenati dalle monete forti, hanno tentato di rivitalizzare il loro mercato, ma l’Italia, afflitta da malattie proprie, tra le quali quella del crollo demografico e la fuga della gioventù dalla Patria e dalle responsabilità civiche, fino alla crescente sfiducia nelle votazioni democratiche, era restata in coda alla predetta rivitalizzazione.

Tuttavia, nei cinque anni seguenti al 2013 (in coincidenza col pontificato di Papa Francesco, mostratosi quasi alieno (non dalle genti ma) dagli “affari italiani”, anche l’economia italiana (pur nel degrado dell’ordine civile) aveva dato segni di costante (benché timida e fragile) ripresa ed incremento (purtroppo limitato al Nord).

Ed ecco, nel 2018, il tentativo d’una intesa operativa.

Chi vivrà vedrà, ma la speranza accesa non potrà essere spenta.

Don Ennio Innocenti

L’attuale sistema economico (che il Papa ha definito economia che uccide) è superabile? L’Espresso del 13 maggio scorso lo proclama, presentando una persona alla quale andrebbe attribuito il merito di un nuovo sistema. Costui si chiama Yunus, ha 78 anni: fu insignito del Premio Nobel per la pace nel 2006 ed è il campione del microcredito tra i poveri di tutto il mondo; è presente anche in Italia.

Yunus ha ragione quando afferma che l’attuale sistema si fonda su una concezione pessimistica dell’uomo e lui intende correggerlo con una concezione ottimistica, che gli fa credere nella restituzione del credito da parte dei debitori.

Tuttavia una prima debolezza di Yunus è di ignorare che la natura umana è danneggiata dalle sue origini, sicché, pur essendo in sé buona e socievole, è effettivamente incline a sopravvalutare i beni sensibili e anche l’immediato proprio bene individuale. Questa inclinazione è sanabile, in collaborazione con l’aiuto divino, ma questa collaborazione può mancare da parte dell’uomo (e statisticamente manca molto spesso), sicché l’egoismo prevale.

La seconda debolezza di Yunus è di non considerare che l’attuale sistema economico domina grandi aree, regolato da alcune monete dominatrici. Il suo metodo del microcredito personalizzato è del tutto sproporzionato al bisogno attuale di moneta.

Con questo non bisogna rassegnarsi: l’attuale sistema usuraio è superabile, ma per ottenere questo risultato bisogna volere razionalizzare il mercato e impedire, da parte dell’autorità, il disordine e, quindi, la falsificazione della moneta, cioè l’inflazione.

Se l’autorità volesse, conoscerebbe certamente i segni dell’incipiente inflazione e saprebbe automaticamente impedirla, ma questo non fa comodo ai potenti usurai, dominatori di grandi aree.

Questi impediscono il ragionevole credito a favore dei ragionevoli investimenti produttivi, per favorire l’usura.

Per risanare il sistema occorre ripartire da una retta antropologia e insieme ripartire dalle poche persone autorevoli davvero dedite al Bene Comune.

Don Ennio Innocenti

mag 292018

Man mano che la relazione interpersonale dei ragazzi si complica e si allarga, la coscienza di sé e dell’evoluzione del proprio corpo e del proprio patrimonio psichico diventa cruciale nell’emergere della complessa coscienza morale (ossia del bene) e della responsabilità sociale (sia civile, sia ecclesiale).

L’intreccio dei sentimenti e delle emozioni, delle attrazioni e delle passioni, connesse con la maturazione ormonale, mette alla prova la stima di sé confrontata con l’ordine divino (sia naturale sia rivelato).

Questo è il “momento” in cui i ragazzi hanno bisogno di un aiuto caritatevole che li istruisca sulla struttura finalistica del loro corpo e della loro personalità aperta alla relazione.

Le ragazze sono precocemente disponibili a questo aiuto, preferibilmente offerto dalle loro mamme felici di aver ottenuto il privilegio e la fierezza della fatica maternale, stimate dalle figlie per la ricchezza spirituale del dono di sé quotidianamente dimostrato in comunione col marito e padre.

I ragazzi hanno bisogno di essere prevenuti dal loro vigile papà che non deve sottrarsi a spiegare emozioni e sogni, come anche la struttura finalizzata degli organi e degli ormoni e della responsabilità che tutto ciò comporta in rapporto alla generazione di altre vite; responsabilità che è anzitutto volontà di dono di sé, dei propri sentimenti più nobili e della propria energia costruttiva e che esige, poi, di “tirare la carretta” per gli altri, per tutta la vita. Qui è la grandezza del padre.

Se i ragazzi, che sperimentano la viltà dei papà in fuga dalle loro vigili responsabilità, potranno essere allora paternamente prevenuti dai confidenti sacerdoti, i quali avranno l’occasione di spiegare il perché del loro celibato e della loro paternità esercitata non coi mezzi naturali, ma soprannaturali, i mezzi sacramentali destinati ad esaltare i doni naturali per farne scala di santificazione e collaborazione divina.

Ma tale prevenzione è tempestivamente necessaria per incanalare lo sviluppo dei ragazzi e così impedire che venga anticipatamente distorto da rapporti sociali inquinati.

Don Ennio Innocenti

mag 292018

L’antropologia platonica non appare soddisfacente per l’antropologia cristiana perché non riesce ad armonizzare adeguatamente la forza spirituale con le energie della sfera sensibile; tuttavia il così detto mito dell’auriga che ha il controllo dei due destrieri è ben utilizzabile dall’educatore cristiano.

L’auriga rappresenta il potere spirituale (coscienza libera) mentre i cavalli guidati dall’auriga rappresentano le emozioni sensibili spontaneamente reattive agli stimoli.

L’educatore cristiano sa che dagli inizi della storia terrestre l’uomo deve esercitare una guida vigilante sulla sua sensibilità, perché questa (dopo il trauma subito dai progenitori) non è più spontaneamente armonica con le priorità finalistiche della coscienza libera.

Naturalmente questa guida vigilante è ottenuta con l’educazione, la quale sperimenta con la pratica il beneficio del graduale controllo. Infatti l’intera sfera della sensibilità serve la gioia di vivere alla sola condizione di mantenersi reattiva senza eccessi. Così il gusto del cibo non misurato risulta non più attrattivo o perfino disgustoso. Anche il gusto erotico può diventare un’ebbrezza rigenerante, ma se non misurato può deprimere la forza direzionale della coscienza libera o indurre a una svalutazione della complessa attrattiva dello stesso gusto erotico.

Questa educazione ha bisogno d’un allenamento sperimentale con l’istruzione della coscienza libera e col soave segreto suggerimento della grazia divina, che sempre fiorisce nella coscienza mantenuta aperta al bene.

Don Ennio Innocenti

mag 292018

Gesù parla spesso dell’inferno, ma non nel senso oggi adottato comunemente nei media, cioè nel senso di una situazione storica esageratamente dolorosa.

Gesù si riferisce alla colpevole esclusione dell’essere libero e capace di comunione con l’Infinito fonte di ogni bene; un essere responsabile di convertire il dono divino dell’esistere in una voragine di inesauribile privazione di bene. Gesù dice che tale essere escluso da ogni bene esiste davvero, dice che non è solo e che il rischio di divenire come lui incombe su ogni essere libero.

Negli scritti apostolici si insegna altresì che fra gli uomini ci sono non pochi che servono l’odio abissale di questi esseri infernali e noi sappiamo dalla storia, anche recente, che non solo costoro tributano un culto di schiavitù a questa realtà infernale, ma perfino la proiettano nell’unico infinito Dio, presentandolo come scisso e, anzi, presentando lui stesso essendo infinito male. Nella letteratura moderna è stata celebrata questa realtà anti divina come superiore sapienza e alcuni esponenti di questo orrendo magistero sono famosi anche tra i contemporanei.

Tuttavia anche persone comuni sono venute a sicura conoscenza di questa perversione spirituale almeno attraverso i Tribunali che hanno dovuto condannare penalmente alcuni frutti sociali emersi nella nostra Patria, che molti vorrebbero estranea a Gesù Cristo, Unico Perfetto Rivelatore della benevolenza divina.

Don Ennio Innocenti

A coloro che sono desiderosi di conoscere l’itinerario della ascesa mistica io consiglio spesso, come primo passo, il libro La vita interiore semplificata di Pollien, che era  un monaco certosino. Apparteneva quindi a un ordine esclusivamente dedito alla contemplazione dei misteri della redenzione divina, nato ai tempi della riconquista italica del meridione occupato dagli invasori mussulmani e per questo trapiantato in Calabria proprio dal fondatore, San Bruno.

Tuttavia la Certosa di Serra San Bruno è ridotta al lumicino, mentre in condizioni migliori è il noviziato certosino presso Lucca, famoso per la strage compiutavi dai nazisti per l’ospitalità data ad ebrei. Naturalmente l’ordine certosino non è l’unico a dedicarsi tutto alla contemplazione. Il Concilio Vaticano II ha esaltato questo genere di istituti perché essi sottolineano davanti a tutti che Dio è al primo posto e perché essi ravvivano nella Chiesa la comunione della grazia tra i membri del Corpo Mistico.

Nella mia prima giovinezza fui affascinato da questo ordine certosino, ma fui consigliato dallo stesso superiore dell’ordine a restare nella vita attiva. Eppure la Provvidenza mi ha portato a realizzare qualcosa di simile a un romitaggio nella mia stessa casa, dove il Papa mi ha permesso di realizzare una cappella, e dove mi dedico, da molti anni all’apostolato dei libri rivolti soprattutto al compito apostolico dei cristiani laici.

Il libro del Pollien è scaricabile da internet.

A un livello teologico superiore è il trattato di spiritualità scritto da Garrigou-Lagrange, che io ebbi l’onore di conoscere personalmente quando ero studente di teologia e che ricordo con tanta gratitudine. Però anche i domenicani italiani sono ridotti al lumicino, tanto che hanno deciso di chiudere il famoso convento fiorentino dove operò il Beato Angelico.

Don Ennio Innocenti

mag 282018

Vediamo che anche nella società ecclesiastica si passa da strutture clericali maschiliste a strutture nelle quali la presenza e la responsabilità delle donne è macroscopica.

Promozione significa avanzamento, progresso, elevazione. Promosso è il bambino da una classe scolastica all’altra, così come il funzionario, il militare o l’ecclesiastico nei gradi delle loro effettive responsabilità.

La promozione umana si riferisce alla condizione sociale degli uomini che dovrebbero favorire lo sviluppo umano ed evitare ingiuste mortificazioni e tensioni tra i componenti sociali.

Giovanni XXIII nella famosa enciclica Pacem in terris propose all’attenzione del mondo la spinta alla promozione sociale della donna e a distanza di 50 anni possiamo dire che la questione femminile ha ottenuto molti riconoscimenti, sebbene i risultati siano molto discussi.

Anche all’interno delle società religiose si è fatta sentire l’esigenza di promuovere la donna a mansioni di responsabilità adatte alle condizioni odierne, ma questo processo è cauto perché implica principi particolarmente delicati.

La religione a che serve? A religare l’uomo con se stesso, con l’universo e con Dio.

Per servire a questo scopo la religione mette in opera delle istituzioni, delle strutture, dei ministeri assai vari, cui abilita persone anche molto selezionate, uomini e donne. Le religioni antiche hanno talvolta esaltato, talvolta depresso il ruolo della donna nelle strutture religiose, ma ci sono anche esempi che appaiono equilibrati. A Roma, per citarne uno, c’erano alti riconoscimenti religiosi per la donna, sia come vergine sia come madre.

Ma noi cristiani abbiamo appreso soprattutto dalla Bibbia la chiara rivelazione della pari dignità fra uomo e donna e della complementarietà delle loro funzioni.

Cosa ne è dunque dei compiti delle donne nei servizi necessari nella società religiosa?

Certamente anche tra gli Ebrei le donne compiono sevizi di tipo liturgico domestico ed esse sono ammesse anche al rabbinato, ossia all’annuncio ufficiale della parola di Dio e alla guida della preghiera nella sinagoga.

In ambito cristiano si notano accentuazioni diverse: nella Chiesa Cattolica la stragrande maggioranza del servizio di assistenza parrocchiale e di catechesi è formata da donne. Esse sono spesso presenti come docenti in università e come funzionari (anche di alto livello) negli uffici del governo pontificio, ma c’è il limite dell’ordine sacro: esso è stato istituito da Cristo Dio come gli altri sacramenti e non è in dominio dell’autorità umana. Questa non può cambiare i termini fissati dall’autorità divina.

Gli Ortodossi hanno la stessa concezione dei sacramenti istituiti da Dio; invece i Protestanti non hanno questa fede, non ritengono che l’ordine sacro sia un sacramento istituito da Dio e perciò lo organizzano come meglio credono e conferiscono anche alle donne compiti massimi nei servizi religiosi.

Questa decisione, però, non solo compromette il progresso degli accordi ecumenici ma suscita anche scissioni tra gli stessi Protestanti.

Per questo abbiamo visto che molti Anglicani sono diventati cattolici coi loro pastori, i quali hanno accettato l’intera professione di fede cattolica e la disciplina cattolica, con una eccezione, quella del celibato latino.

Com’è risaputo questa disciplina, pur essendo consigliata dai libri sacri, non è completamente seguita neppure dagli altri riti orientali, i quali mantengono il celibato solo per i Vescovi.

I pastori anglicani divenuti cattolici si sono sottomessi all’ordinazione sacra sacerdotale, ma nessuno di quei pastori anglicani è stato ammesso all’ordinazione episcopale, proprio a causa del celibato.

Questa preclusione femminile al sacerdozio sacramentale è fondata sul comportamento di Gesù, ma le sue ragioni probabili vanno ricercate nel mistero della Redenzione e anche della creazione, che implica la relazione del dono reciproco esemplato dal dono del Principio e del Verbo, riprodotto in quello dell’uomo e della donna, sicché, il Nuovo Adamo (Cristo) lo riattualizza, e come lui lo continua come vicario, il sacerdote (che per questo è detto “sposo Chiesa” a somiglianza di Cristo).

Don Ennio Innocenti

mag 282018

Il Sinedrio sadduceo era certamente schierato con gli zeloti antiromani, come prova la loro richiesta di liberare Barabba. Gli zeloti avevano cercato d’incastrare Gesù sulla questione delle tasse, ma Cristo aveva risposto loro che chi usufruiva dei servizi dell’Impero doveva pagare le tasse. Certamente la polizia romana sapeva che i discorsi di Gesù erano solo spirituali, come provano i ripetuti tentativi di Pilato di assolvere Gesù. Non è escluso che l’ammirazione per Gesù espressa dal comandante romano della piazza di Cafarnao fosse condivisa da altri ufficiali.

Infatti il comandante del plotone di esecuzione al Golgota esprime quest’ammirazione e il comandante romano di Cesarea  Marittima si mette nelle mani di San Pietro proprio per diventare cristiano.

Anche l’Apostolo Paolo, che era anche orgoglioso d’essere cittadino romano, segue le orme di Gesù nel raccomandare l’osservanza del pagamento delle tasse all’Impero e del rispetto dell’autorità romana e perfino dell’autorità di polizia: anzi, è perentorio nel respingere ogni conato di sovversione anche per le regole romane ormai vigenti sul sistema della schiavitù, sicuro che la via da tenere fosse quella del solo fermento spirituale della società.

Il successore di Pietro a Roma è ugualmente inequivocabile nel dovere di sottomissione all’autorità imperiale e della preghiera per la benefica azione delle autorità.

Quando l’avvocato romano Tertulliano (figlio d’un ufficiale romano) solidarizzò con un cristiano fanatico, che aveva rifiutato provocatoriamente una decorazione in nome della fede cristiana, l’Episcopato africano deplorò Tertulliano, perché la decorazione rifiutata era solo un distintivo di virtù militare. E tra i martiri cristiani era comune la distinzione: a Cesare l’onore, a Dio l’adorazione.

Don Ennio Innocenti

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